La violenza psicologica: uno studio sulla percezione con il Tom Pvs Rev6

di Barbara Gualco • Alessandra Leone • Edoardo Orlandi • Regina Rensi • Ruggero Brazzale

Il Tom Pvs Rev6 è uno strumento, costruito appositamente dagli Autori, finalizzato all’analisi della percezione che le persone hanno della violenza psicologica e delle trasgressioni di tipo convenzionale. Il termine “persone” non è un errore terminologico poiché il questionario non è stato costruito solamente per le vittime di violenza né per una sola categoria di genere. Il Tom Pvs Rev6 è basato sulla teoria della mente e sul test di distinzione morale/convenzionale che è parte della batteria di intelligenza ideata da Prior, Sartori e Marchi nel 2003. Nello specifico, l’obiettivo è quello di comprendere la percezione che le persone hanno della violenza psicologica attraverso le risposte che queste danno a situazioni ambigue descritte in sette storie nelle quali il personaggio principale reagisce in modi diversi. Ci possono essere risposte “attive”, “passive” o proteste. In altre circostanze, invece, può non esserci alcuna reazione ma solo un’acquiescenza alla situazione da parte del personaggio principale. Altre situazioni possono essere neutrali o illecite e possono indurre risposte nelle quali i partecipanti non valuteranno solo la violenza psicologica ma anche le emozioni associate e come affronterebbero il problema se fossero loro stesse le vittime. I risultati di questo studio pilota mostrano come le persone intervistate siano di gran lunga inclini a condannare qualsiasi comportamento esaminato sia in situazioni attive, sia in situazioni passive, sia in situazioni assolutamente illecite. Inoltre, anche a distanza di tempo, tali comportamenti non sarebbero passibili di giustificazione o perdono. Alla luce dei risultati ottenuti, gli Autori credono che una campagna informativa e preventiva sui servizi attivi nel territorio, anche attraverso le nuove tecnologie telematiche, possa concretamente essere d’aiuto per le vittime di violenza psicologica.


Per corrispondenza: BARBARA GUALCO • email:  This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

Tratto da: Rassegna Italiana di Criminologia n° 1/2019



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