Rassegna Italiana Di Criminologia

Organo ufficiale della Società Italiana di Criminologia

di Cristiano Barbieri, Laura Barbero, Valeria Paliero

Con la legge 23 aprile 2009, n. 38, è stato introdotto nel Codice Penale il reato di Atti persecutori (ex art. 612 bis c.p.), concretizzando la possibilità per la vittima di vedere punito il proprio molestatore, nonché di ottenere un successivo risarcimento in sede civilistica per l’eventuale danno subito. Il presente contributo, prendendo lo spunto da un caso peritale, vuole riflettere sul rapporto esistente tra il disturbo psichico insorto nella presunta vittima di tale reato e l’idoneità della stessa a rendere testimonianza nel corso del processo penale.

In primo luogo, quindi, si analizza il problema del nesso causale tra atti persecutori protratti nel tempo e disturbi psichici riscontrati nelle vittime, con particolare attenzione alla necessità di discriminare le eventuali preesistenze psico(pato)logiche che possono concorrere, a titolo concausale, nell’insorgenza e nella stabilizzazione del quadro clinico generale. Successivamente, ci si concentra sulla tematica dell’idoneità della vittima a partecipare al processo e a rendere testimonianza circa i fatti accaduti. Premesso infatti che, la vittima costituitasi come parte civile non ha alcun obbligo di rendere testimonianza, potendo dimostrarsi l’illecito anche con fonti e mezzi di prova ben diversi dalla testimonianza (ad es. intercettazioni ambientali, rilievi fotografici, controlli a vista, etc.), il compito del consulente tecnico/perito è duplice: da un lato, dimostrare o meno l’esistenza del predetto nesso di causalità con una metodologia valutativa tecnicamente corretta; dall’altro, valutare “se” e “fino a che punto” la versione della dichiarata vittima sia motivata da un disturbo psichico, nonché “se” e “in quale misura” quest’ultimo renda la parte civile non idonea a testimoniare.


Professore a contratto di Medicina legale, Sezione di Medicina Legale e Scienze Forensi dell’Università degli Studi di Pavia, Via Forlanini n.12, 27100, Pavia, 0382.987800, cristiano.barbieri(at)unipv.it.

Cristiano Barbieri

Medico Specializzando, Scuola di Specializzazione in Medicina Legale dell’Università degli Studi di Pavia.

Laura Barbero

Medico Specializzando, Scuola di Specializzazione in Medicina Legale dell’Università degli Studi di Pavia.

Valeria Paliero
Per corrispondenza: Cristiano Barbieri, Sezione di Medicina Legale e Scienze Forensi dell’Università degli Studi di Pavia, Via Forlanini n.12, 27100, Pavia – E-mail: cristiano.barbieri(at)unipv.it

Tratto da: Rassegna Italiana di Criminologia n° 3/2012



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