La consulenza tecnica di parte nelle cause di separazione e divorzio fra psicologia forense e psicologia clinica

di Alfredo Verde ed Elena Passoni

Dopo una descrizione delle principali problematiche relative all’alienazione genitoriale, al nuovo concetto di  “bambino alienato” e più in generale al problema deirapporti fra il minore e il genitore con cui non è collocato in prevalenza, questo lavoro si incentra sul ruolo del consulente tecnico di parte nelle cause in cui, per la particolare problematicità della situazione, è stata disposta una consulenza tecnica d’ufficio, intesa come situazione in cui molte parti collaborano e confliggono in un contesto di “matrice relazionale complessa” caratterizzato da piani e rapporti molteplici. Il lavoro del consulente tecnico di parte, inteso come presa in carico della c.d. “parte adulta” del cliente e non come collusione con i suoi bisogni infantili, viene inquadrato come situazione di difficile interfaccia fra psicologia forense e psicologia clinica, e il rapporto con il cliente viene esaminato, anche alla luce delle dinamiche transferali, attraverso alcuni esempi legati all’utilizzazione del materiale onirico.


Professore associato di Criminologia, DIMEL, Sezione di Criminologia e Psichiatria Forense, Università degli Studi di Genova
Alfredo Verde
Laureato in psicologia; interno, DIMEL, Sezione di Criminologia e Psichiatria Forense, Università degli Studi di Genova
Elena Passoni
Per corrispondenza: Alfredo Verde, DIMEL, Sezione di Criminologia e Psichiatria Forense, Università degli Studi di Genova, e-mail: alverde(at)tin.it

Tratto da: Rassegna Italiana di Criminologia n° 3/2009



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