Rassegna Italiana Di Criminologia

Organo ufficiale della Società Italiana di Criminologia

di Ignazio Grattagliano, Alessandra Mele, Feliciana Ieva, Felice Carabellese

Donne che abusano sessualmente di minori. Non capita spesso di vederne e povere sono in generale le casistiche. Si sa meno, dunque, delle madri abusanti, che godono anche di una mancanza di pregiudizio negativo. La madre abusante viene scoperta con più difficoltà, più spesso utilizza pratiche camuffate in normali gesti di accudimento. E’ più difficile che i casi di abuso materno escano allo scoperto e quando questo accade godono di un diverso metodo di valutazione basata sulla credenza che una madre, che ha l’innato compito di proteggere, stia semplicemente prolungando, in maniera non colpevole, il suo ruolo protettivo. Contribuisce a crearlo il fatto che la relazione sessuata madre-figlio non si accompagna solitamente ad atti violenti, che le sue “forme di abuso” si accompagnino, confondendosi, con normali gesti di cura, amore e pulizia. Gabbard (1995) sostiene ad esempio che donne che da bambine hanno subito violenze sessuali potranno utilizzare un modello di sessualità femminile esasperato per vendicarsi degli uomini e per rassicurarsi sulla propria femminilità. Dal ruolo “passivo” che l’ha vista vittima e sottomessa, la donna tenta, attraverso il rapporto con un minore che può controllare, il riscatto e la propria affermazione in un ruolo “attivo”. E’ noto come la psicologia del profondo abbia dimostrato che una delle conseguenze più importanti di un trauma non risolto (abbandono, perdita, esperienza di abuso) sia la coazione a ripeterlo.Abusando di minori queste donne possono riprodurre la situazione traumatica originaria, mettendo se stesse nella posizione di controllo anziché di vittima. Potremmo definirlo “principio del controllo e del padroneggiamento del trauma”, In letteratura le autrici di reati sessuali vengono spesso descritte come persone che non hanno risolto completamente i processi di identificazione e differenziazione con la figura materna (M.Tardif et al 2005), che hanno subito abusi da bambine per lungo tempo (CF. Lewis CR Stanley 2000). Persone che non sono riuscite a sviluppare una sana e buona identità materna. Il loro conflitto si consuma tra il desiderio di diventare una madre buona ed i loro comportamenti che tenderanno a ripetere quelli della genitrice o di altro abusante.


Psicologo Psicoterapeuta Specialista in Criminologia Clinica Sez. Criminologia Clinica e Psichiatria Forense Fac. Medicina e Chirurgia Bari
Ignazio Grattagliano
Assistente Sociale Ufficio U.E.P.E Bari
Alessandra Mele
Psicologa
Feliciana Ieva
Ricercatore di Criminologia, Sezione di Criminologia e Psichiatria forense Di.M.I.M.P., Università di Bari
Felice Carabellese
Per corrispondenza: Ignazio Grattagliano, Sezione di Criminologia e Psichiatria forense, Di.M.I.M.P., Università degli Studi di Bari, p.zza Giulio Cesare 14, 70124 Bari, tel. 080/5478282 - fax 080/5478248 - e-mail: i.grattagliano(at)criminologia.uniba.it

Tratto da: Rassegna Italiana di Criminologia n° 1/2008



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