Rassegna Italiana Di Criminologia

Organo ufficiale della Società Italiana di Criminologia

di Maria Giovanna Tommasino, Biagio Fabrizio Carillo, Ignazio Grattagliano

La valutazione dell’attendibilità di una testimonianza deve tener conto di una serie di fattori quali le caratteristiche del soggetto intervistato e dell’intervistatore, la presenza di domande ripetute o suggestive nell’intervista, la motivazione del soggetto a rendere un resoconto più o meno veritiero. Si tratta quindi di un’analisi molto delicata, che richiede un’adeguata preparazione da parte degli operatori che sono chiamati a svolgerla. Nello specifico, un’attenzione particolare deve essere posta all’analisi del contenuto delle dichiarazioni rese dai soggetti. A tal fine, dunque, il presente lavoro si è posto come obiettivo quello di compiere un’analisi critica di due strumenti che sono utilizzati per l’analisi del contenuto della testimonianza: la SVA, o Statement Validity Analysis (con particolare attenzione alla CBCA, che ne costituisce parte integrante) e il Reality Monitoring, alla luce di alcuni importanti contributi forniti dalla letteratura internazionale. Il dato comune che è emerso dall’analisi degli studi presi in considerazione, è che entrambi si sono rivelati degli strumenti che permettono di individuare con un certo grado di precisione un resoconto vero o frutto di menzogna. Dal confronto tra SVA e RM è stato possibile da un lato rilevare che una serie di criteri discriminanti sono comuni ai due approcci; d’altro canto si è però notato come ciascuno presenti alcune caratteristiche che l’altro non ha. Alla luce di tali considerazioni, molti studi hanno rilevato che la capacità discriminativa di SVA e RM è di gran lunga maggiore se si considerano i punteggi complessivi dei due strumenti e non singolarmente. Entrambi gli strumenti presentano inoltre una serie di limiti metodologici che andrebbero ulteriormente approfonditi.Il presente lavoro vuole quindi sottolineare l’importanza di continuare gli studi in questo campo, alla luce dei risultati incoraggianti che sono stati raggiunti nell’ambito della valutazione dell’attendibilità della testimonianza e anche in vista di una possibile integrazione futura tra i due strumenti.


Psicologa, collabora con la Sezione di Criminologia e Psichiatria forense dell’Università degli Studi di Bari

Maria Giovanna Tommasino
Capitano nell’Arma dei Carabinieri, collabora con l’Unità Operativa di Psichiatria Forense, Psicologia Giudiziaria e Criminologia Clinica dell’Università di Torino.

Biagio Fabrizio Carillo
Psicologo, Psicoterapeuta, Specialista in Criminologia clinica, Sezione di Criminologia e Psichiatria forense, Di.M.I.M.P., Università degli Studi di Bari

Ignazio Grattagliano
Per corrispondenza: Ignazio Grattagliano, Sezione di Criminologia e Psichiatria forense, Di.M.I.M.P., Università degli Studi di Bari, p.zza Giulio Cesare 14, 70124 Bari, tel. 080/5478282 - fax 080/5478248, e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tratto da: Rassegna Italiana di Criminologia n° 2/2008



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