I minorenni sessualmente abusanti tra solo-offending e co-offending. Uno studio esplorativo

di Georgia Zara • Sara Veggi

Numerose evidenze scientifiche mostrano che gli autori di reati sessuali minorenni costituiscono un gruppo complesso ed eterogeneo, con individui a diverso rischio di ricaduta criminale in generale, e sessuale in particolare. Di conseguenza, è richiesta un’attenzione differenziale per fornire le migliori conoscenze possibili al fine di prevenire che i minori a rischio diventino adulti sex offender. Il focus di questo studio è stato quello di esplorare i fattori criminogenici che caratterizzano la commissione delittuosa sessuale minorile. Insieme alla loro carriera antisociale, sono stati analizzati fattori psicologici, familiari, sociali e comportamentali, al fine di valutare se emergessero diverse tipologie di autori e di reati. Nello studio è stato coinvolto un campione di 50 giovani sex offender (JSO). Questi risultati mostrano che i JSO possono essere suddivisi in due principali categorie: coloro che sono più inclini, così come avviene per altri tipi di reato, ad abusare sessualmente in co-offending, e coloro che abusano in solo-offending. I co-offender sessuali sono risultati più propensi ad abusare delle proprie vittime spinti dall’eccitazione dell’essere insieme ai propri compagni, e sono stati maggiormente interessati a dimostrare il proprio potere e la propria forza. Sono stati più inclini a minacciare le loro vittime, ad utilizzare armi e ad essere sotto l’effetto di alcol o droghe. Più probabilmente il loro reato sessuale è stato limitato ad un’unica occasione. Le vittime erano loro sconosciute, ed erano più probabilmente considerate un oggetto sessuale per soddisfare bisogni aggressivi. I solo-offender erano più inclini ad abusare una persona con la quale avevano una relazione; l’abuso era più probabilmente prolungato nel tempo. Era improbabile che ricorressero all’uso di forza fisica o minacciassero le loro vittime. Nonostante questi risultati siano preliminari, sono significativi in quanto suggeriscono che la violenza sessuale minorile rappresenta una realtà criminogenica che richiede un’attenzione specifica e differenziale, se lo scopo è quello di fornire informazioni utili per indirizzare l’intervento e per prevenire che i minori continuino da adulti in una carriera criminale eterogenea o sessuale.


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Ph.D, Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino

Georgia ZARA


Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Torino

Sara VEGGI


Per corrispondenza: Georgia Zara • email:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tratto da: Rassegna Italiana di Criminologia n° 4/2018



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